Venerdì spero di portare in giunta un primo provvedimento per trasformare le istituzioni partecipate culturali in un sistema. Si tratta di 12 realtà che assorbono il 93% del bilancio”. Così il Neovicesindaco e Assessore alla cultura del Comune di Roma Luca Bergamo, intervenuto alla quinta edizione degli Stati Generali della Cultura organizzati oggi a Roma da Il Sole 24 Ore a partire dal Manifesto per la Cultura promosso nel 2012 dal Direttore de Il Sole 24 Ore Roberto Napoletano. “Negli anni – ha aggiunto l’Assessore Bergamo – queste istituzioni sono diventate attori importanti, ma ognuna separata dall’altra, visto che non hanno avuto un mandato per generare un impatto sulla città. Questo primo atto è di riordino e riorganizzazione che cambia un po’ anche il profilo delle istituzioni culturali a cui viene chiesto non solo di essere delle macchine di produzione economica, ma motori per lo sviluppo di competenza sul territorio”.

Intervenuto oggi alla quinta edizione degli Stati Generali della Cultura, l’Assessore alla Crescita Culturale del Comune di Roma Luca Bergamo ha parlato anche degli investimenti da effettuare per le periferie della Capitale attraverso l’utilizzo dell’Art bonus: “La domanda che faccio io ai privati è: siete disponibili a discutere interventi che hanno un fortissimo valore sociale, che hanno meno immagine ma che sono un elemento di ricostruzione delle condizioni per lo sviluppo economico? Questo discorso va fatto e deve essere anche incorporato in forme di revisione dell’Art bonus, per capire come l’investimento in zone meno servite dalle iniziative culturali riceva dalla normativa stessa dei benefici particolari. Non abbiamo solo bisogno di stabilire un rapporto tra pubblico e privato, ma che questo vada a finire in un determinato posto”.

Sempre sul tema dell’Art bonus e del rapporto tra pubblico e privato, l’Assessore Bergamo ha aggiunto che “la capacità di orientare gli investimenti privati dipende dagli atti di indirizzo generale per cui il Comune ha alcune leve di micro fiscalità. Viceversa, lo Stato nazionale ha delle leve molto più importanti. A me – ha aggiunto Bergamo – piacerebbe molto discutere con il Governo nazionale se e in che misura si possono inserire delle politiche di promozione della partecipazione privata alla vita culturale, degli elementi che consentano e incentivino l’investimento privato nelle zone che ne hanno più bisogno dal punto di vista della coesione sociale”.