La Fondazione Musei Civici di Venezia è uno dei quattro protagonisti scelti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico per i primi quattro “case studies” prodotti per analizzare la relazione fra patrimonio culturale e sviluppo locale con un metodo innovativo (con il Museo della Scienza di Trento, il Confluences Museum di Lione e il Montreal Museum of Fine Arts in Canada). Lo studio, condotto durante il 2018, riassume le peculiarità del circuito museale, e del contesto: una città turistica nella quale i musei sono chiamati ad avere, oltre quello più tradizionale di conservazione culturale, un ruolo di sostegno allo sviluppo sociale ed economico del territorio.

Il primo riconoscimento è per l’azione di MUVE per uno sviluppo sostenibile. Il riferimento è ovviamente al turismo e al suo impatto sulla città, e alle strategie che la Fondazione mette in atto in sinergia con le iniziative dell’Amministrazione comunale. Fra queste, la valorizzazione e promozione delle sedi museali non centrali in funzione di una diversificazione dei flussi turistici, mentre viene evidenziato come non sia un caso che le inaugurazioni delle grandi mostre avvengano soprattutto d’inverno, a beneficio di un turismo locale e nazionale (per i residenti nella città metropolitana l’ingresso ai Musei è storicamente gratuito).

Ampio spazio viene poi dato alla possibilità per il patrimonio museale veneziano di stimolare creatività e innovazione. Un tasto delicato in una città che ha visto declinare il proprio prestigio nella produzione di manufatti unici al mondo. Nel report un riconoscimento va quindi alle attività dei Musei del Vetro di Murano e del Merletto di Burano, non solo per la conservazione di una storia ma anche per la capacità di innescare percorsi virtuosi e innovativi nel presente, attraverso la formazione di tecnici e ricercatori e la promozione di prodotti contemporanei con partnership mirate. Ancora: la stessa attività di conservazione e restauro e l’allestimento del patrimonio museale ha innescato percorsi di ricerca e innovazione nei campi più diversi, dal restauro all’illuminotecnica, per fare solo due esempi. Con una incessante collaborazione con istituzioni pubbliche e private sul fronte della formazione e della ricerca.

L’unicità e l’eccellenza della Fondazione nel panorama museale nazionale, e internazionale, sono riconosciute principalmente in due aspetti: per la sostenibilità e economia finanziaria (MUVE non percepisce fondi pubblici e vive di risorse proprie) di realtà culturale efficiente e ben organizzata, e per l’investimento sulle proprie attività educative rivolte ai cittadini. Nel primo caso, poco consueto per un’istituzione museale, viene evidenziato come questo permetta una migliore programmazione rispetto a quella che necessariamente dovrebbe dipendere da decisioni economiche prese altrove. Nel secondo, altrettanto inusuale, l’accento va sulla capacità di intervenire direttamente e concretamente nel tessuto sociale e nella crescita culturale dei cittadini.

Infine, ma non meno importante, viene riconosciuta la più recente volontà di uscire dallo storico nucleo lagunare per agire anche sulla terraferma e nell’intera area metropolitana di Venezia, in particolare nello spazio espositivo del Centro Culturale Candiani e nell’area di Forte Marghera, senza dimenticare la presenza del MUVE con il suo deposito, nel polo tecnologico d’avanguardia Vega, sempre a Mestre. Anche questa una nuova progettualità che ha potuto esprimersi negli ultimi due anni grazie all’impulso e al sostegno dell’attuale Amministrazione comunale.

Sicuramente c’è ancora strada da fare, e il report dell’Ocse serve appunto, oltre che a fotografare lo stato dell’arte, a evidenziare e incoraggiare azioni future che possano ancora migliorare l’impatto dei Musei di Venezia sul territorio. Un’ancora maggiore coinvolgimento dei residenti dell’area metropolitana, una maggiore accessibilità economica a mostre e Musei, un più efficace dialogo con altre istituzioni locali non necessariamente legate al mondo della cultura, e con altre istituzioni museali internazionali. “Consigli preziosi e autorevoli che saranno sicuramente tenuti in grande considerazione”, ha dichiarato Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia.