Si è svolta ieri la presentazione presso il Monaco Pavilion di Expo 2015 dell’esposizione “Albert Diato-A protean Artist” in mostra dal 17 al 30 giugno al secondo piano dello spazio espositivo del Principato. “Una selezione unica di dipinti di questo grande artista monegasco – spiega Julien Cellario, General Deputy Commissioner del Pavillon – appartenenti alla collezione privata di S.A.S. il Principe Alberto II, grande collezionista d’arte e profondo estimatore del Diato come già S.A.S. il Principe Pierre de Monaco per il quale realizzò diversi affreschi”.

Artista poliedrico, Albert Diato nei sui 40 anni di produzione ha lasciato un segno indelebile nel panorama internazionale suo contemporaneo e futuro con rara creatività e genio artistico. Ceramista, pittore e incisore, Diato è stato un artista poliedrico, di estrema sensibilità. Discepolo di Picasso e più noto per le sue ceramiche, ha iniziato una vera e propria rivoluzione della ceramica negli anni ’50 e oggi alcune delle sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo, come il Victoria and Albert Museum di Londra nel Regno Unito. Nel corso degli anni il talento del ceramista, non ha messo in ombra il talento del pittore. La sua pittura molto particolare comprende gouaches, olii, incisioni e litografie. Il suo stile figurativo e tagliente si trasformò in una bella astrazione poetica tra il 1957 e il 1962 quando, influenzato da Yves Klein, fu tra i primi a introdurre foglie d’oro nelle sue creazioni.

Un momento di grande arte in un ambiente raffinato e curato nei minimi dettagli con eccellenze della produzione enologica monegasca rappresentate dallo Champagne Royal Riviera. “Dopo un primo momento di esitazione possiamo dirci molto soddisfatti per il successo di pubblico del nostro padiglione – afferma S.E. Robert Fillon, Ambasciatore di Monaco in Italia e Commissario Generale del Pavillon de Monaco – il nostro pur essendo un piccolo paese ha una grossa voce. Abbiamo voluto portare ad Expo 2015 una rappresentazione diversa del nostro mondo, qualcosa che non si limiti alla sola attrattiva turistica, ma che sia in profonda sintonia con i temi ambientali e sostenibili dell’esposizione, temi molto discussi e seguiti nel principato grazie all’impegno di S.A.S. il Principe Alberto II”.

A dimostrazione di ciò il Pavillon Monaco, anche dopo l’Expo, continuerà ad avere una funzione e uno scopo. Sarà infatti smontato e ricostruito a Loumbila, in Burkina Faso. La Fondazione Principessa Charlene finanzierà la creazione di un Centro di Salvataggio Acquatico, ospitato proprio in questa nuova struttura, con la collaborazione della Croce Rossa monegasca e della Croce Rossa del Burkina Faso.