Daniele Panigada con la tua agenzia Panigada Comunicazione hai rivoluzionato il mondo della comunicazione aziandale vinicola. Un obbiettivo difficile in un settore a volte statico…
Rivoluzionare magari no, ma ci stiamo lavorando. Ho deciso di dedicarmi al vino seguendo le piccole realtà che in questo settore sono quelle con più difficoltà nel farsi conoscere e che purtroppo vengono spesso “scansate” sul mercato per una questione di marketing e di etichette blasonate. E’ un paradosso detto da chi si occupa di comunicazione, ma è anche una sfida. Creare qualcosa di diverso, non necessariamente migliore, o a volte si, ma sicuramente diverso dal solito modo di comunicare il vino.
Da dove parte questo progetto che da campagne grafiche ad ampio respiro si è poi specializzato diventando con gli anni un punto di riferimento nazionale nel mondo enologico
Il mio percorso lavorativo nel settore parte nel 1998, arrivando al 2003 con la scelta di aprire la partita iva e provare a “buttarsi”. Nel 2007 nasce Panigada Comunicazione e sempre in quell’anno ho iniziato a lavorare con la prima cantina, Ricchi di Monzambano (MN), e prima il vino neanche lo bevevo. Da li ho iniziato ad apprezzare il buon vino, il settore enogastronomico e capire che per alcune piccole realtà è difficile entrare in certi mercati, spesso impossibile. Allora ho pensato che dovevo creare qualcosa per dare a tutte le cantine la possibilità di farsi conoscere senza dover avere un budget importante ma puntando sulla qualità e sulla cultura del vino, li ho pensato a Wine Therapy.
Parliamo di Wine Therapy, il marchio di garanzia lanciato nel 2014, cosa significa per te?
Wine Therapy per me è l’inizio di un nuovo modo di fare comunicazione nel settore del vino, qualcosa che non esisteva prima e che sta crescendo e prendendo forma, cambiando durante il percorso, migliorandosi durante la sua crescita. Nasce come filosofia del “bere bene fa bene”, e per bere bene si intende bere ottimi vini di piccoli produttori, quelli che secondo la mia personale idea, sono quelli che realmente portano nel mondo la tradizione vitivinicola italiana, la storia di un paese dove cibo e vino sono riconosciuti nel mondo da sempre. Senza nulla togliere alle grandi etichette, penso che l’Italia sia un paese dove i prodotti che arrivano dalla terra siano talmente tanti e diversi tra loro che nel mondo, ma anche solo in Italia, c’è mercato per tutti. La missione di Wine Therapy è quella di far conoscere le eccellenze italiane, non perché eccellono nel prezzo ma in qualità, in etica e in passione. Il vino, come il cibo del resto, è condivisione di una passione, da questo concetto ho creato il neologismo “#condiviniamo” , che è anche l’hastag ufficiale.
Quante aziende ruotano oggi attorno al marchio Wine Therapy?
Per ora sono 20/25 circa, ma molte sono in fase di riflessione. Wine Therapy si rivolge alle piccole realtà, quelle dove parli con la stessa persona che la mattina si alza all’alba e va in vigna, o in cantina. E’ una sfida, sarebbe sicuramente più semplice andare dove c’è un ufficio marketing ovviamente, ma come piccola azienda voglio aiutare le piccole aziende, e ci sto riuscendo visti i primi risultati e il rapporto di amicizia che nasce con le cantina con cui lavoriamo. Dalla prima cantina che ha aderito che è stata Ricchi, alle ultime, con tutte  c’è un rapporto di amicizia, perché il vino è convivialità, è passione, per questo Wine Therapy crescerà sempre di più, almeno me lo auguro.
Secondo te che da anni lavori in questo mondo oggi il vino è più sostanza o comunicazione?
Secondo me il vino bisogna vederlo da più punti di vista. Da un lato abbiamo le etichette blasonate, quelle che hanno alla base sia un buon prodotto che un forte marketing, dall’altra le “mie” cantine e quelle simili, grandi prodotti ma poco marketing. Di conseguenza le due “fazioni” hanno un target diverso da conquistare, e torniamo ancora al mio concetto che c’è mercato per tutti. Chi compra l’etichetta andrà sempre avanti a comprare l’etichetta che il marketing e le mode gli consigliano di comprare, chi invece vuole la novità, il prodotto di nicchia, lo cercherà andando alle piccole fiere e perché no, su Wine Therapy.
I prossimi progetti di Wine Therapy…
Quest’anno ci sono molte cose che stanno nascendo, ad esempio la collaborazione con Golosaria, dove avremo un’isola tutta nostra con le cantine e con eventi dedicati. Parlando di Golosaria posso dare un’anteprima che riguarda una cantina che a me è molto cara: la Cantina Bolsignano, che produce Brunello di Montalcino e che verrà premiata il giorno 18 Ottobre proprio a Milano.
Altri programmi sono in fase di preparazione: faremo la BIT nel 2016, con il primo stand di turismo enogastronomico completo di tutto, dal vino al cibo finendo con l’agenzia di viaggi Wine Therapy che si occuperà di offrire i pacchetti ai Tour Operator stranieri. Per finire ci sono altre novità ma preferisco non parlarne, la comunicazione è soprattuto sorpresa…