Lettura Teatrale a cura di Fabrizio Foccoli con Pietro Mazzoldi, alla chitarra Matteo Foccoli, fotografie di Manicomio Fotografico – Urbex dalla mostra “La voce dei Colpevoli”

Camminare per corridoi polverosi. Guadare in silenzio seguendo con l’occhio quella lama di luce che, passa tra le sbarre arrugginite e, dopo essersi arrampicata sopra rovi ed arbusti, arriva a trovare la libertà in un angolo di cielo. Toccare un letto gelido sedersi sulla terra umida. Passare. Ascoltare.

Visitare un manicomio, anche se abbandonato comporta l’immergersi in un caos di emozioni che trascina alla deriva. Sembra di leggere una sorta di parallelismo tra la follia di visse in questi luoghi e il senso di vertigine dell’esploratore che prova a raccontarli. Già perché sia i matti che i fotografi si sono perduti, i matti nel labirinto oscuro della propria mente i fotografi nel dedalo di stanze mezze vuote e acciaccate dal tempo.

Sul senso del perdersi su questa deriva è basato il lavoro di Manicomio Fotografico questo volta i membri del team hanno voluto tralasciare la componente documentativa della fotografia di urbex per concentrarsi maggiormente sul lato emozionale.

Solitudine, freddo, disperazione, buio. Questo il vocabolario del paziente. Quì si è soprattutto soli, ognuno perduto nel proprio labirinto. Non si parla con nessuno, perchè nessuno ascolta, il silenzio pesa, il silenzio rende soli e la solitudine uccide. Manicomio fotografico ci chiede di affrontare un viaggio. Attraverso le immagini si deve risalire al fotografo, alla sua anima che passeggia per corridoi solitari ed inzaccherati, è entrata in contatto con emozioni sopite. Resta una flebile traccia dell’emozione. Non serve altro.

Ascoltare. Passare. sedersi sulla terra umida. Toccare un letto gelido. Guardare in silenzio

Il viaggio nelle immagini è accompagnato dal blues e dalla lettura di testimonianze letterarie di chi ci ha tramandato un modo di affrontare, curare, confrontarsi con la malattia mentale ed è stato fortunatamente abbandonato, dismesso, gettato alle ortiche. Potrebbe ritornare…