Un tripudio di emozioni, all’insegna dell’energia esplosiva, concentrata nella poderosa figura del toro. Un’inaugurazione in grande stile, per la personale di Giuseppe Patanè “In Transition”, che ha aperto ufficialmente i battenti, all’interno della galleria di Palazzo Nicolaci, a Noto, su iniziativa dell’associazione culturale Altera Domus, presieduta da Paola Ruffino, con il patrocino del comune.

Esposte un nutrito corpo di opere, tra dipinti ed installazioni, che attraverso un immaginario fil rouge, vogliono raccontare la storia dell’artista, esaltando i momenti più significativi della sua produzione.

A far da padrone le tele della preziosa collezione della “Tauromachia”, protagonista della biennale di Venezia, nel 2017, rientrate per l’occasione, da diverse città d’Italia e d’Europa per essere accolte in questo meraviglioso spazio.

I suoi tori dominano la scena, ora carichi di forza, ora stanchi, appesantiti, sconfitti. La luce si infiltra nitida per esaltare i volumi, e svelare lo sguardo dell’animale e definire i contorni, mentre suggerisce soltanto quello spazio indefinito e incerto in cui si muove, ora in un acceso dinamismo, ora sfocato perché sopraffatto.

Tauromachia è la metafora dell’uomo in eterno conflitto con sé stesso e con il mondo che lo circonda, in essa sono espressi tutti gli stati d’animo umani legati alla terra.

 “In Transition rappresenta un momento importante di passaggio della mia arte – spiega Giuseppe Patanè – che inizia in forma realistica, e che adesso diventa totalmente astratta. Sono davvero grato della grande partecipazione del pubblico, che è rimasto attratto e rapito dai miei tori, in modo spontaneo e naturale, riuscendo a cogliere quella mia ricerca del particolare e del dettaglio. Come racconto, l’arte è nata con me e il mio più grande desiderio, è di poter trasmettere un’emozione da imprimere allo spettatore- osservatore. Spero di esserci riuscito”.

Giuseppe Patanè, artista etneo, dalla personalità versatile e geniale, compone le sue opere con materiali estremamente semplici e a mani nude, attraverso linee purificate, essenziali. È la forma a sedurlo e la linea incornicia il suo pensiero. I grandi maestri della prima avanguardia sono la sua fonte d’ispirazione, ad essi si deve la scarnificazione degli scenari, le ampie campiture piatte, i tagli netti. Rigettando così tutta la forza nella forma che tutto contiene e che genera alchimia.

“La mostra rappresenta sicuramente una delle iniziative culturali più significative per la promozione turistica territoriale di Noto – commenta Paola Ruffino, storico dell’arte e presidente di Altera Domus – e grazie al prestigio di cui gode Giuseppe Patanè, confermerà il ruolo della città come importante laboratorio di contemporaneità sul piano internazionale e la lungimirante apertura culturale a nuove frontiere”. 

La mostra sarà visitabile fino all’8 settembre, negli orari della galleria, da lunedì a domenica, dalle ore 11:00 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 21:00.