“Venezia è una città bellissima, piena di arte e vita: questo è il valore fondamentale che ci dobbiamo impegnare a far conoscere. 1300 anni di storia, di umanità, di gusto non possono essere dimenticati”.

Così GP Cremonini, titolare del ristorante Riviera – affacciato sul Canale della Giudecca – che con alcuni osti e ristoratori dell’Associazione La Buona Accoglienza vuole ricordare che Venezia è ancora una città da visitare per chi cerca un luogo a misura d’uomo.

“Quella del 2018 per Venezia è un’estate di dati impietosi: mentre si registra un affollamento anche superiore alla media del periodo per le zone più popolari della città, l’ospitalità registra vistosi cali delle presenze e del fatturato”.

Questa la sintesi che ha spinto GP Cremonini a prendere una decisione drastica: diffondere l’idea di quanto ci sia di positivo in città nonostante tutto, e soprattutto resistere, resistere, resistere alla tentazione di rincorrere il mercato inseguendo il trend del momento che chiede servizi low cost senza alcun pregio, concentrandosi con decisione sulla qualità dell’offerta gastronomica. E non è solo in questa sfida: l’Associazione La Buona Accoglienza – un manipolo di operatori del settore che non si piegano alla logica hard discount – è compatta nel denunciare la situazione e cercare di promuovere un turismo consapevole, attento, lento, intenso.

“L’ospite sceglie Venezia per i suoi 1300 anni di storia e di folle bellezza – commenta GP Cremonini -. La laguna, ambiente fragile e delicato, è spazio dove purtroppo s’incontrano interessi di finanza e ignoranza dando vita a una dolorosa sistematica distruzione. Nondimeno agricoltori, pescatori, artigiani, piccoli imprenditori e residenti, veri eroi di questo tempo nel quale spada e armatura diventano il verbo e il coraggio di agire, ne preservano i suoi luoghi e prodotti. Scelte poco lungimiranti hanno portato in città una massa purtroppo non cosciente dei valori che da sempre sono sinonimo di Venezia. Così Cultura, Qualità e Eleganza, sembrano annegarsi nello scalpiccio della folla. Eppure, paradossalmente, nella foga del suo fiume in piena, questa stessa massa permette una visita di quei luoghi che la sua ignoranza gli impedisce di vedere. In questo percorso a ostacoli dell’incultura, l’ospite attento può profittare delle bellezze lasciate deserte e nelle pause godere della nostra offerta di Ospitalità, di Ristorazione. Il lusso ormai è la possibilità di un cibo ancora vero, e noi qui lo cerchiamo e lo troviamo per il nostro Ospite. Perché per noi il mangiare è un atto estremo: tu prendi un “qualcosa”, te lo metti dentro e diventa parte di te. Se non rispetti questo “qualcosa” vuol dire che non rispetti neppure te stesso e, di conseguenza, non rispetti neppure l’altro. Ciascuna delle persone che lavorano qui, ognuna a modo suo, è partecipe di questo processo”.

E così il ristorante Riviera opera la sua controrivoluzione silenziosa: nessuna concessione al “fast”, e come primo vincolo la qualità”. Un lavoro incessante di ricerca di materie prime pregiate, che privilegia nel menù i prodotti della Laguna e le specialità dell’immediato entroterra. Con una cucina dichiaratamente “per onnivori”, non si propongono scelte alternative se non per venire incontro a chi ha vincoli alimentari fisiologici, allergie o gravi intolleranze ma non per questo si rinuncia alla creatività di un giovane chef che lavora gli ingredienti conservandone l’integrità: “Abbiamo la fortuna di avere per le mani prodotti eccezionali – afferma non senza ironia dai suoi fornelli Samuele Silvestri – facciamo di tutto per non rovinarli”.

Informazioni: www.ristoranteriviera.it