Nuovi risvolti sulla pittura del Seicento in Sicilia emersi da alcuni saggi del volume Mattia Preti e la Calabria. Percorsi storiografici e critici curato da Mario Panarello e Domenico Pisani, motivano la presentazione del volume a Noto. Il volume solo apparentemente legato a tematiche regionali si spinge a contemplare opere e problematiche di più ampio respiro; in particolare le tele identificate nella “Capitale del barocco” di Raimondo de Dominici, padre del famoso biografo napoletano, e gli affreschi attribuiti al poco conosciuto pittore calabrese Francesco Zoda nella cattedrale di Catania aggiungono tasselli importanti per chiarire le dinamiche della pittura tardo barocca nell’isola.
Il volume, che accoglie 23 saggi relativi a diverse tematiche connesse alla figura e alle opere di Mattia Preti, affronta aspetti precedentemente poco indagati attraverso tagli metodologici differenti, utili ad ulteriori approfondimenti e ricerche specialistiche che sempre più interessano gli attuali campi della storia dell’arte. Il recupero di nuovi dati storici e archivistici, i complessi intrecci emersi, le articolate letture iconografiche e iconologiche si muovono verso orizzonti più ampi che mirano a chiarire tasselli importanti di una storia che ha ancora da raccontare.

Relaziona: Francesco Abbate, Direttore del Centro studi sulla cultura artistica dell’Italia Meridionale Giovanni Previtali
Interviene: Giuseppe Ingaglio, Diocesi di Piazza Armerina, Ufficio Diocesano per i Beni culturali Ecclesiastici
Saranno presenti i curatori del volume e alcuni autori dei saggi fra cui Giuseppina de Marco, Miguel Hermoso Cuesta, Dario Puntieri ed inoltre Salvatore Tozzo in rappresentanza dell’ente patrocinatore.