Il “Modello Noto” protagonista in Spagna, durante i lavori del Forum di Cuenca in corso per i 25 anni di fondazione dell’associazione Ciudades Patrimonio del Humanidad, l’associazione che raggruppa le città iberiche iscritte alla World Heritage List Unesco.

            A Cuenca, città della comunità autonoma di Castiglia-La Mancia, erano presenti il sindaco Corrado Bonfanti nella doppia veste di primo cittadino di Noto e rappresentante dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale di cui è vicepresidente, e l’assessore alla Cultura Frankie Terranova.

            L’esperienza di Noto, come la città e l’intero Val di Noto siano cambiati dopo il riconoscimento Unesco ottenuto nel 2002 e la necessità di allargare gli orizzonti, avendo cura di interpretare bene le raccomandazioni inserite nella Convenzione di Faro, sono stati al centro dell’intervento del sindaco Bonfanti.

«Il senso di comunità – ha detto Bonfanti – ha consentito la ricostruzione del Val di Noto dopo il terremoto del 1693 e solo questo senso ci potrà garantire un futuro nel mondo contemporaneo. Crediamo che da questo punto di vista si possa definire un “Val di Noto way of life” che difendiamo con amore e consapevolezza: una certa cadenza del vivere che ancora oggi pone al centro la persona ed il suo rapporto con i luoghi e la natura; conferendo alla qualità della vita un livello molto alto».

«Non dobbiamo illuderci – ha proseguito Bonfanti – che il riconoscimento Unesco sia qualcosa che immetta subito in un circuito economico positivo e che lo sviluppo economico rappresenti l’obiettivo principale. Bisogna sforzarsi di saper applicare le opportune e valide politiche di gestioni, da condividere con altre realtà, per una logica di confronto che non può fare che benealla scoperta della nostra eredità culturale e al patrimonio di eredità, comprendendo in questo la ricostruzione olistica della nostra storia di luoghi e di persone. Questa lettura che cammina di pari passo con sempre maggiore consapevolezza, deve sempre più guardare alla casa comune europea».

Sui numeri di visitatori e sulle strategie gestionali si è espresso invece l’assessore alla Cultura Frankie Terranova, proiettando alcune slides che raccontano il lungo processo vissuto da Noto, città che durante gli anni ’90 faceva i conti con molti monumenti chiusi per restauro e che adesso, invece, accoglie per buona parte dell’anno turisti e visitatori provenienti da tutte le parti del Mondo.